Salza Irpina

L'area geografica

Il comune

Nel cuore della fertile valle del Sabato, un borgo tratteggiato da echi longobardi e tradizioni sopravvissute ai secoli.
Salza Irpina sorge al centro dell'Alta valle del Sabato, tra verdi montagne ricoperte di faggi. Molto nota è la produzione di castagne, della varietà detta "di Serino", e altrettanto significativa è la presenza di vitigni che danno vita al Fiano DOCG. Ritrovamenti archeologici hanno dimostrato che l'area era già frequentata in epoca romana. Il paese è stato a lungo famoso per i suoi artigiani fabbricanti di scarpe molto resistenti, ideali per il duro lavoro, le cui botteghe si aprivano lungo la strada principale del borgo. Il centro storico, ricostruito dopo il sisma, conserva tuttavia le antiche chiese e alcuni importanti palazzi signorili, oltre alla cosiddetta "Porta Salza". All'ingresso del paese si trova il Palazzo Capozzi, ristrutturato nel XIX secolo. Nella parte più antica del comune si trova, invece, il Palazzo Imperiale - D'Afflitto, dotato di una bella facciata con al centro uno splendido portale del XIX secolo. Tra gli edifici religiosi occupa un posto di particolare rilievo la Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, di origine seicentesca, che si caratterizza per un'imponente torre campanaria ornata da finestroni voltati ad arco e una cella di forma quadrangolare sulla quale insisteva un notevole orologio. La chiesa di San Sebastiano si fa notare per il bel portale di ingresso, risalente al 1547, che presenta delle interessanti decorazioni ornamentali che simboleggiano la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. Appena fuori dall'abitato si trovano i resti di un antico "Mulino Imperiale", alimentato da un acquedotto di epoca romana. Accanto alla struttura è ancora possibile visitare le antiche fontane-lavatoio.

Turismo

Cosa Visitare

Palazzi nobiliari e antichi mulini
Il centro storico di Salza Irpinia fu completamente ricostruito dopo il terremoto del 1980. Esso conserva tuttavia le antiche chiese e alcuni importanti palazzi signorili, oltreché la cosiddetta "Porta di Salza", ubicata nell'area nord-occidentale del paese. La porta è composta da due pilastri in muratura a sacco rivestita di spigoli con blocchi squadrati di pietrame calcareo. All'ingresso del paese si trova il Palazzo Capozzi, ristrutturato nel XIX secolo. Presenta una facciata rinascimentale, un portale in pietra e due torri angolari. Secondo la tradizione, l'edificio sarebbe stato fatto edificare da Giovanni Capoccio, capostipite dei Capozzi, uno dei tredici Cavalieri capitanati da Ettore Fieramosca che presero parte alla celeberrima Disfida di Barletta. Nella parte più antica di Salza Irpina si trova, invece, il Palazzo Imperiale-D'Afflitto, dotato di una bella facciata con al centro uno splendido portale del XIX secolo, decorato con due semicolonne che sostengono le mensole del balcone centrale del piano nobile. Tra gli edifici religiosi occupa un posto di particolare rilievo la Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, di origine seicentesca, ma già ricostruita nel XVIII secolo. Si caratterizza per un'imponente torre campanaria, che presenta dei finestroni voltati ad arco e una cella di forma quadrangolare sulla quale insisteva un notevole orologio. All'interno, oltre ad un altare marmoreo, si conservano numerose opere d'arte, quali preziosi dipinti, statue lignee policrome di Santi, una scultura della Madonna delle Grazie del XVIII secolo e, soprattutto, una vasca battesimale in pietra del XVI secolo. La chiesa di San Sebastiano risale, invece, al XV-XVI. Si nota il bel portale di ingresso, risalente al 1547, che presenta delle interessanti decorazioni ornamentali: i racemi e grappoli d'uva sul portale in pietra simboleggiano la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo. Delle numerose opere d'arte un tempo custodite nell'unica navata dell'edificio oggi restano la "Croce di San Sebastiano", in argento del secolo XVI, il cui notevole peso ispirò un famoso detto, ancora utilizzato nel paese, "Puozzi pesà quanto a la croce re Santo Sebastiano"; un trittico del XV secolo, che ritrae la Madonna con il Bambino Gesù, San Giovanni, San Sebastiano e San Domenico, attribuito al pittore di origine nolana Francesco da Tolentino; tre belle sculture del XVIII secolo collocate nelle nicchie delle pareti, dedicate alla Vergine dell'Arco, S. Lorenzo e S. Sebastiano ed affreschi settecenteschi. Appena fuori dell'abitato di Salza Irpina si trova la chiesa della Madonna delle Grazie, che domina una piazzetta da cui si gode un bel panorama. All'interno, è custodito un quadro del XVI secolo raffigurante la Vergine Maria. Sempre fuori dall'abitato si trovano i resti di un antico mulino alimentato dalla sorgente locale che le cui acque qui giungevano portate da un acquedotto di epoca romana. E' conosciuto anche come "Mulino Imperiale" dal nome della famiglia che lo acquistò e nelle sue vicinanze si trova anche una monumentale fontana lavatoio.

Tipicità

Terra di fiano e castagne

Salza Irpina è nota per la produzione di castagne, della varietà detta "di Serino", celebrate dal paese con una tradizionale sagra. Alle castagne si accompagna la produzione di vino Aglianico, ma soprattutto il famoso Fiano di Avellino DOCG derivante da un vitigno di origine greca conosciuto come "Vitis Apicia" o "Apina" o "Apiana", (derivante da ape, animale particolarmente attratto dalla dolcezza di tale uva. Il Fiano di Avellino DOCG si presenta con un colore giallo paglierino, odore delicato in cui si incontrano i sentori della nocciola e gli aromi floreali dei fiori di acacia e biancospino; il sapore è secco e leggermente acidulo ma privo di asperità. Perfetto per accompagnare piatti di pesce e crostacei, ma ottimo anche come aperitivo. Se invecchiato, è ottimo con formaggi caprini e a pasta semidura non stagionati. La cucina tipica di Salza Irpina rispecchia la quella che può dirsi la tradizionale cucina irpina. Tra i piatti tipici di questa cucina ricordiamo soprattutto quelli a base di legumi, ortaggi e verdure, si pensi alla padellata di verdure, altrimenti detta ciambotta, il pan cotto con i fagioli, rape e patate, i peperoni ripieni al vino cotto, la scarola imbottita, la minestra maritata nel tegamino, cotiche e fagioli, le frittelle di zucca, la pasta fresca con il puleggio, la zuppa di sedano bianco e baccalà e la zuppa di cicerchie. Ma non vanno dimenticati alcune pietanze tipiche a base di carne come i fegatelli di maiale e il soffritto irpino.

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